Ottobre 1977 – hr.06.30
Il Boeing effettua una virata improvvisa in vista del Bole Airport di Addis Abeba.
Per la prima volta nella mia vita, posso spiare dall’alto i villaggi di tucul, sparsi tra le foreste di acacia.
Qualche settimana prima, l’immancabile odiato trasloco estivo.
Addio ad amici e luoghi familiari; un ennesimo lancio nel vuoto verso una destinazione ignota.
Ma stavolta e’ diverso: il volo e’ dal grigio fumoso di Torino al rosso ubriacante dei bouganville e l’aroma invadente del piccantissimo berbere‘.
La rabbia per il niet del genitore-comandante-in-capo alla richiesta di potermi portare la mia nuova passione, la batteria, e’ momentaneamente anestetizzata dallo stordimento provocato dalle novità.
L’ “habitat”
La nuova dittatura etiopica sembra essere in guerra contro tutti: Somalia, indipendentisti eritrei, universitari, etc..
A mezzanotte il coprifuoco: in citta’ tutti cominciano a sparare senza sapere bene dove, perchè e a chi.
Dicembre 1977
Mi trovo in “piazza”, la via centrale, un tempo passeggiata dello shopping e ora invece una sequenza di vetrine sguarnite, frequentate da militari con kalashnikov a spalla.
Un’apparizione insperata: appoggiata a un angolo dell’unico negozio di tappeti sopravvissuto, una piccola chitarra acustica, una vecchia Hofner arrivata laggiù chissà come e quando.
Dopo alcuni giorni di tentativi falliti, convinco finalmente il proprietario dell’emporio a liberarsi di quello che diventera’ il mio vero mezzo di comunicazione con il mondo.
Natale/Capodanno 1977 – Lago di Langano (200 km da Addis Abeba)
Il luogo della vacanza dopo la scuola. Il pensiero fisso di noi adolescenti.
Niente asfalto, palazzi, traffico e soprattutto niente mitragliate e coprifuoco.
Soltanto savana, un lago immenso come il mare e un cielo infinito dominato da una luna-gigantesco-tuorlo-d’uovo. Il Silenzio. Unici suoni: le onde che sbattono sulla battigia, la brezza che spettina gli alberi e il vociare concitato dei cormorani sugli scogli.
I primi accordi rubati a Neil Young, Dylan e Beatles dal registratore a cassette Grundig. La sabbia nella chitarra e lo “show” serale intorno al falo’.
Grazie a quei pochi accordi potevo finalmente parlare con tutti, senza l’obbligo di dover usare parole.
